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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
. . . e me torno in letargo. Chissà quanto ne può .....
. . . ora che non c'è più Berlusconi "il Pappiana" .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
di Sergio Pizzolante
America addio

3/3/2025 - 13:38

America addio

 

Sono cresciuto in un’epoca in cui i Bob Dylan facevano nascere i De Gregori, i Kennedy si sentivano berlinesi, i Reagan riconoscevano i propri errori sul Cile facendo parlare i Craxi al Congresso americano.

Sono cresciuto nell’amore di un popolo e nell’ammirazione di leaders, che sbarcavano in Sicilia per liberarci. Per poi pagare con i loro soldi la nostra rinascita e la resistenza verso i lupi al di là di Yalta, che costruivano tane al di qua.

Ho vissuto Woodstock, che liberava le donne e la musica e l’amore. Cioè, la civiltà.

Ho messo troppo tempo a capire, dopo l’orrore della riconsegna delle donne afghane ai talebani, che l’America non c’è più. La rottura è lì. Inizia da lì. Da lì i nuovi e i vecchi lupi sono usciti dalle tane per invadere il mondo.

Alla caccia di territori e terre rare, certo.Ma di più, molto di più.Da lì hanno capito che la democrazia non è esportabile ma l’orrore della dittatura si.

Da lì hanno capito che le civiltà occidentali si sarebbero arrese. Facilmente. Perché pavide o perché in affari. Con loro. E hanno iniziato a costruire nuove tane e cunicoli e tunnel anche con i nuovi mezzi che gli occidentali mettevano loro a disposizione: le nuove tecnologie delle comunicazioni. Pagando per la sottomissione e non più per la libertà.

L’Ucraina non è solo conquista di terre e terre rare. È lo snodo del nuovo paradigma. Vuol essere la prova che il nuovo vento è inarrestabile.Fatto di lupi e mercanti. Se gli occidentali, dopo l’Afghanistan, scappano anche da Kiev e’ fatta. Questo è il fatto nuovo.L’Europa, meglio dire, i paesi europei, quasi tutti, pur con i mille difetti, sono, in parte, ma buona, dentro il discorso antico, cioè, stati, istituzioni, parlamenti, scuole, università, partiti, giornali,corpi intermedi, abitudini, riti, convinzioni. Democrazie stanche. Ma democrazie. I lupi e i mercanti li, ci, considerano scorie. Da spazzare via.

Con le armi, fisiche e/o tecnologiche e con i commerci.Comprando e vendendo.E invadendoci la mente di racconti falsi. Che la tecnologia senza regole rende facile. I lupi, da Wall Street, si sentono adesso più pechinesi o moscoviti, che berlinesi. Se cade Kiev noi non rimarremo in piedi.Il punto è questo.Io in questo momento mi sento ucraino. E Zelensky è il mio eroe.

Mi sento inglese e vorrei Starmer fra i miei leaders.

Mi sento francese e ringrazio Macron per aver smentito, davanti al mondo, il lupo travestito da pagliaccio.

Mi sento italiano per l’Italia che sta con Kiev e non mi importa nulla se di sinistra o di destra.

Nulla.

Mi sento ancor più berlinese se vincono i Cristiano Democratici che fermano gli amici dei lupi.

Ecco, la salvezza, per me, sta nel fondere tutto questo. In una nazione europea.

Sono sovranista. Europeo. America addio. Adesso. Per ritrovarla poi. Speriamo.

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3/3/2025 - 23:45

AUTORE:
Tommaso

C'ha messo un po' a capire, ammesso che lo abbia fatto, come sono gli " americani ", ma ancora non mi convince. Sono quelli che hanno pagato il piano Marshall ma che hanno rivoluto tutto indietro. Se non in moneta sonante almeno in territori: le basi di Camp Darby, di Napoli e Vicenza, passando per Aviano e la vecchia Sigonella sono lì a ricordarcelo. E questo solo in Italia, pensi alla Germania. L'America che cantava Dylan è quella che praticava l' apartheid negli stati del sud, che divideva i suoi cittadini in bianchi e neri. È quella del sen. McCarthy che vedeva comunisti in chiunque parlasse di libertà e diritti civili. È L'America che invade il Vietnam prima e l' Afghanistan e l'Iraq dopo, per poi fuggirne sconfitta. È L'America che si fa i suoi interessi, sempre, repubblicana o democratica non fa differenza. Il motto " american first " c'è sempre stato. E l'Europa, o almeno parte di essa, si è sempre accodata, con inglesi e francesi in prima fila, anche se oggi vogliono sembrare in dissenso. Peccato che prima siano passati da casa Trump a prendere istruzioni. Vedrà che alla prima occasione ci rimetteremo in riga.