Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Fine annunciata.
Violando l’impegno assunto nel 1994 assieme al Regno Unito di fornire garanzia all’Ucraina di “inviolabilità” dei suoi confini in cambio della restituzione dell’arsenale nucleare sovietico, gli USA hanno annunciato la fine del loro sostegno concreto ed attivo affinché questo continuasse.
In ragione del progressivo disimpegno nei teatri di conflitto nei quali sono coinvolti, era già accaduto in Afghanistan sotto l’amministrazione democratica, gli americani adducono ragioni economiche che sottointendono ragioni che oramai sono di natura politica.
Illudendosi di essere i soli a mantenere l’ordine mondiale e ad esportare il modello democratico hanno finito per disfare l’uno non essendone riusciti a crearne un’altro convincente e ad assecondare le mire espansionistiche delle potenze autocratiche militari, Russia in testa.
Il disordine e il disimpegno rappresentano una minaccia assai più di quanto al contrario viene asserito. É inutile ripetere a noi stessi quanto sia meglio per noi italiani ed europei aspirare ad un Europa migliore che non ad una Russia “più grande” posto che ad essere minacciate nel futuro saranno le regioni baltiche che non hanno affatto dichiarato di volersi espandere ai danni di Mosca (come allegramente dichiarato in televisione da un noto commentatore di geo-politica, professionisti del malaugurio che ricordano da vicino i drammatici vaticinii dei virologi al tempo del Covid);
Ora, non si tratta di lanciare grida badogliesche (“la guerra continua!”) ma di essere coerenti con i patti e gli impegni sottoscritti non in nome di un’astratta solidarietà con Nazioni in guerra ma in nome di principi e valori saltati i quali tutto diventa arbitrio e anarchia.
Recita bene su questo punto la mozione con la quale i Socialisti del Psi si accingono a celebrare il loro congresso : “ la faticosa marcia, che dura da due secoli, per l’allargamento della partecipazione alla vita e alla costruzione degli stati moderni da parte di forze che in modo diverso avevano l’obiettivo di liberare l'uomo dallo sfruttamento dell'uomo rischia di essere messa in crisi dal coaugularsi di una concentrazione di poteri oligarchici che vedono alla testa delle grandi potenze economiche e militari delle leadership reazionarie”
Noi vogliamo rimanere uno Stato moderno fondato su principi e valori ispiratori sui quali non dobbiamo venire meno.
Capisco l’imbarazzo di questa destra al
governo ma è nei difficili crocevia della Storia che si misura la tenuta etica e politica di una Nazione.
Oggi il nostro Alleato spiega bene che non intende essere più tale nelle forme e nei modi con cui lo è stato per mezzo secolo.
Conviene prenderne atto e prepararsi al futuro.
Immobili e indifferenti non si può restare. Wladimir Putin, Bibi Netanyau, Donald Trump hanno aperto una stagione nella quale i conflitti territoriali e commerciali si risolvono solo con la forza.
Noi dobbiamo continuare a pensare che non debba essere così.