Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
DUE ARTICOLI CHE SPIEGANO TUTTO
di Claudio Cerasa e Giuliano Ferrara su il Foglio di oggi, dei quali pubblico le ultime righe:
“Trump non odia l’Europa per il surplus. La odia perché gli ricorda quello che non può essere. Ma quella lentezza non è inefficienza: è il prezzo della pluralità.
L’Europa è un insulto alla sua visione verticale del potere. E l’idea che possa esistere una realtà istituzionale che dimostra che la libertà possa essere organizzata senza autoritarismo è un problema sia per Trump sia per Putin.
La paura dell’Europa, per Putin e Trump, nasce da ragioni diverse, ma finisce per convergere in interessi comuni. Putin e Trump vogliono indebolire l’Europa, provando a renderla più vulnerabile, provando a renderla più divisa, provando ad allevare i cavalli di Troia dell’anti europeismo, non per quello che l’Europa fa ma per quello che l’Europa rappresenta.
L’Unione europea è la somma di tutto ciò che Trump disprezza e che Putin combatte. E difendere l’Europa oggi è l’unico modo per arginare chi ha scelto di trasformare tutto quello che l’Europa rappresenta in un nemico da abbattere.
”Claudio Cerasa“
La discussione sulla difesa europea è tutta incentrata sulle contrapposizioni astratte tra pace e guerra, burro o cannoni, armi o sanità. Il risultato è che i cittadini non capiscono che cosa ci sia da difendere.
Il territorio dell’Ucraina?
I confini orientali della UE?
L’approvvigionamento energetico?
La nostra sopravvivenza fisica? Nessuno dice che la posta in gioco è un’altra: la difesa (appunto) del modello europeo di civiltà. Un modello che ripudia la guerra, ma non può rinunciare a proteggere se stesso. E a opporsi con fermezza a chi non si fa problemi a usare la violenza e confonde la giustizia con l’utile del più forte.
”Giuliano Ferrara
CONCLUDO CON UNA SEMPLICE DOMANDA proposta dal signor Fulvio Giuliani che riprendo da La Ragione:
“Premesso – dice Giuliani - che non ho mai mancato di dichiarare l’amore incondizionato per democrazia, libertà, europeismo, multilateralismo, economia di mercato, concorrenza, merito, tolleranza. Sono le stelle polari di chi scrive ma non costituiscono nulla più che una premessa di onestà intellettuale.La domanda è la seguente: per i nostri squisiti interessi personali e collettivi, in cosa sarebbe preferibile abbandonare i punti di riferimento in cui la nostra generazione, quella prece dente e quella successiva sono nate e si sono sviluppate per abbracciare un sistema di valori e mercato diverso e per tanti aspetti opposto?”
Ci sono risposte?