Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
UN CENTRO – SINISTRA SENZA DAZIO.
Sbaglierò, ma quello che ho capito arrivato fin qui è che se proprio non posso fare a meno di scegliere tra i vittimisti e piagnioni della destra, i classici fregamipiano che “chiagnene e fottono” e i chiacchieroni inconcludenti della sinistra, che non si accontentano di migliorare il mondo, ma ne vogliono addirittura uno nuovo che - però - non arriva mai, alla fine mi toccherà preferire questi secondi.
Chissà, magari nei prossimi due anni si potrebbe riuscire a farli ragionare su un paio di cose Almeno il massimo del rischio che si corre sarebbe di non avere, dopo tante invocazioni, una patrimoniale per i miliardari (rido), ma con loro siamo sempre riusciti a stare in equilibrio. Con quelli di destra rischiammo il default finanziario nel 2011, e anche allora Meloni era al governo, e ora rischiamo di vedere mandare a ramengo un intero ordine economico mondiale per le fisime di un imbecille convinto di essere mandato da dio a vendicare un torto fatto all’America da tutto il resto del mondo. E attenzione, non c’è nessuno scontro di classe mondiale tra capitalismo e comunismo, siamo difronte alla degenerazione di un unico sistema, a ovest, a est, a nord e a sud, che è lo sviluppo di sei o sette tipi diversi di capitalismi i più forti dei quali hanno cancellato o stanno cancellando ogni principio liberale.
La prima vittima dei dazi non è un inesistente sistema di economia sociale, ma è il libero mercato. La seconda non sono le posizioni dominanti dei monopoli ma, al contrario, la concorrenza. La terza è la competenza, che diventa inutile in un mercato dove i prezzi sono determinati dalle decisioni politiche. Quello che sta venendo fuori è una inaspettata convergenza tra i figli degenerati del turbocapitalismo (come lo chiama Stiglitz) e i diseredati del socialismo scientifico che avevano creduto, fin qui, che “la democrazia conseguente reclama il socialismo”. Un bel sogno svanito, da compensare con l’Ucraina denazificata.Poi denazificheremo anche la Moldova, la Georgia, i Paesi Baltici e se ci accordiamo con Trump prima che se ne vada, magari anche la Polonia.
Meloni tra i “chiagnene e fottono” fa la sua figura. Si è fatta dare della parassita e ha pure applaudito.
Anzi ha detto che il tizio che ci ha offeso, quello con la tipica espressione da spesa intelligente, non so se mi spiego, insomma ha detto che quel tizio aveva ragione. Tanto è vero che il suo Vice, di lei, ha rincarato la dose dicendo che i dazi ci fanno bene! Capito l’intelligenza prorompente del vecchio lumbard? D’altro canto in molti avevano avvertito la destra, gia dalle prime avvisaglie di Orban: guardate che prima gli italiani, insieme a prima gli ungheresi, e a prima i tedeschi etc. non funziona, Perché di primo posto ce n’è uno solo e se fai quel gioco sei un fesso, perché arriva uno più grosso che dice prima io e ti sbatte fuori. E così è stato. Che gli fai a chi fa così? Un calcio in culo e a casa. Da noi, invece, si è grandi statisti.Metti tutto insieme: non agitarsi sennò si fa godere il nemico, i dazi ci fanno bene, siamo parassiti ma con un nostro perché, il minimo che si possa dire non è che la destra è arrivata impreparata a redderationem, è che non ha proprio i requisiti minimi per giocare questa partita. Giudicate voi in che mani siamo e se non sia il caso di fare quadrato sulla formula alternativa del centro – sinistra europeo. Ho detto quello europeo, da importare senza dazio.