Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ciclabili, non parcheggi.
Nelle ultime settimane l’amministrazione di Pisa ha presentato diversi progetti di nuovi parcheggi a ridosso del centro, sacrificando alcune delle poche aree verdi fin qui scampate alla cementificazione: il prato davanti alle scuole di via Rindi (dove dovrebbe sorgere un parcheggio multipiano), l’area verde di via delle Trincere, altre aree nel quartiere Don Bosco, arrivando a ipotizzare parcheggi fin sotto al bastione del Barbagianni.
Realizzare nuovi parcheggi è una pessima idea: non solo per l’enorme
consumo di suolo, ma soprattutto perché i nuovi parcheggi sono un
ulteriore incentivo all’uso dell’auto privata e alimentano un circolo vizioso che condanna la città a essere sempre più ingolfata dal traffico.
Il problema della mobilità urbana è una questione complessa ed articolata e va affrontata in maniera coerente e organica, puntando a scoraggiare l’uso dell’auto privata (p.es. estendendo la ZTL e riducendo
il numero di permessi d’accesso) e parallelamente, in attesa della tranvia, favorendo le alternative sostenibili.
Sotto questo aspetto Pisa è molto in ritardo rispetto alle città europee
più avanzate, e per recuperare lo svantaggio è necessario concentrare
tutte le risorse nello sviluppo della mobilità sostenibile.
Nello specifico, a Pisa un deciso impulso alla mobilità ciclistica potrebbe contribuire in maniera significativa a diminuire il traffico, ma per ottenere risultati tangibili è indispensabile migliorare e infittire la rete delle ciclabili cittadine. Giusto per fare un esempio che coinvolge proprio il quartiere di Porta a Lucca: invece di investire denaro per l’ennesimo parcheggio, perché non realizzare una ciclabile sul controviale di via Rindi, come previsto dal PUMS?
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Leonora Rossi
per FIAB Pisa
Associazione aderente alla Federazione Italiana Ambiente e
Bicicletta-Onlus
www.fiabpisa.it