Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sentite la musica che dà il dialetto siciliano a questa poesia sui funghi diStefano la Motta:
Tempu di funcia
Cadunu li primi acqui,
cadunu li primi fogghi...
S'arrifrisca l'aria,
l'arbiri si fannu spogghi.
Nova stagiuni veni e annuncia
chi già è tempu:
tempu di funcia!!
A tutti l'ura vannu
li funciari
a rritta e mmanca a ffirriari...
Ccu 'i cesti chini chini di sti
"ciuri"
tornano a vvalli e cantunu
li circaturi.
Cadunu li primi acqui,
lu tempu cancia!
Bbeddu è lu boscu
rricamatu a ffuncia...
Mannu 'ncantatu!
Ppi nnui chistu è surrisu!!!
Picciotti!
Tinemulu caru stu "Paradisu"...
e anche noi pensiamo a tenercelo caro il nostro!
Ed ora ecco quella del noto Marino Moretti (Cesenatico 18 luglio 1885– 6 luglio 1979)
Moretti è stato uno scrittore, poeta e romanziere italiano. Fu anche autore di opere teatrali. È noto soprattutto come poeta crepuscolare:
Autunno – Il fungo
Il cielo ride un suo riso turchino
benché senta l'inverno ormai vicino.
Il bosco scherza con le foglie gialle
benché l'inverno già senta alle spalle.
Ciancia il ruscel col rispecchiato cielo,
benché senta nell'onda il primo gelo.
E sorto è ai pie’ d’un pioppo ossuto e lungo
un fiore strano, un fiore a ombrello, un fungo.