Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Stamani si è svolta, davanti al Cippo dei Caduti posto nel giardino di fianco al palazzo comunale, la consueta celebrazione in ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Erano presenti le Associazioni combattenti e reduci, il Sindaco con alcuni assessori, parenti di caduti e alcune persone interessate alla memoria della nostra storia, purtroppo le stesse persone degli anni passati.
La benedizione al cippo con parole di circostanza del parroco di Vecchiano don Renato, seguite dal suono del commovente e penetrante "silenzio" per la tromba di un bravo giovane, hanno introdotto la lettura, fatta dalla signora Evangelisti, dell'armistizio che in questa data nel 1918 pose fine alle ostilità fra l'Italia e l’Austria - Ungheria, conclusasi sul campo con la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto. Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell’unità del popolo italiano. Una vittoria che costò la vita a 689.000 italiani mentre 1.050.000 furono i mutilati e i feriti: cifre che devono far riflettere, numeri da ricordare.
Il sindaco Pardini ha ribadito questo concetto ed ha chiuso la cerimonia.
Come annunciato per mezzo di questo giornale, il Comitato Fornace, costituitosi allo scopo di contrastare la realizzazione di un ripetitore di telefonia mobile vicinissimo a scuola e case, hanno fatto un capannello di fronte al luogo dove si stava svolgendo la commemorazione.
Il loro scopo era solamente quello di farsi notare ed infatti, come promesso dai manifestanti, vi è stato silenzio tombale fra i convenuti, silenzio che per chi "sapeva", questa volta è pesato più di fischi e parole forti.
u.m.