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Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA  sono la figlia della "Cocca".

Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.

Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché  anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è  ancora comunità.  

. . . mondo è paese. Ieri Marine Le Pen è stata .....
Volevo farlo poi però ho pensato che era meglio piantare .....
Vai a seminar patate così per la festa di maggio c'hai .....
Ci dicono che Putin e la Russia vogliono invadere l'Europa. .....
per pubblicare scrivere a: spaziodonnarubr@gmail.com
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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di Angela Baldoni
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Incontrati per caso...
di Valdo Mori
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Pisa, 6 aprile
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Pisa
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Intervento di Mario Pereira alla Festa di Primavera
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Fiera di Primavera.
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Vaiano, 4 aprile
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passano gli anni
cambiano i volti belli
ma i tuoi occhi sono rimasti
quelli di allora
ed è nei tuoi occhi che vedo
l'amore che non è mutato

e .....
tutta la zona:
piscina ex albergo
tutto in stato di abbandono

zona SAN GIULIANO TERME
vergogna
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FRANCESCA...

20/12/2010 - 23:51


 La Signora in bianco.


Si è svolto domenica mattina, 19 dicembre, il tradizionale Concerto di Natale a Palazzo Madama.
Le note dell'Inno di Mameli, suonato dai Solisti Veneti diretti dal maestro Claudio Scimone, hanno fatto da preludio al concerto. Poco prima aveva fatto il suo ingresso in Aula il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
Oltre al maestro Scimone e ai Solisti Veneti, protagonista di questa 14esima edizione del tradizionale appuntamento è stato il tenore Andrea Bocelli.
Nell'emiciclo, che già nel 2001 ospitò l'esibizione di Bocelli, allora accanto al maestro Salvatore Accardo, hanno così risuonato belle pagine della letteratura musicale scritte da Vivaldi, Rossini, Donizetti, Handel, Donaudy, Pasculli, Tosti, Leoncavallo.
Un ricco programma  per un appuntamento che ha visto il Senato aprirsi alla cultura nell'intento di contribuire alla valorizzazione dello straordinario patrimonio musicale italiano.


Di Leoncavallo  il nostro famoso conterraneo ha cantato la romanza “Mattinata”, scritta in onore e per la voce del grande Enrico Caruso nel 1904.
Il brivido che mi ha preso alle note e alle parole di uno dei primi grandi successi  dell’inizio del secolo scorso, era pari a quelle sensazioni che, quasi con lo stesso tema, mi avevano colpito due giorni prima percorrendo la via innevata che avevo paragonato ad una Signora in rosso su questo giornale il 6 c.m.

 

Ora dedico alla stessa, prima sensuale e poi immacolata strada, questa vecchia struggente romanza:


Mattinata

L’aurora di bianco vestita

Già l’uscio dischiude al gran sol;

Di già con le rosee sue dita

Carezza de’ fiori lo stuol!

 

Commosso da un fremito arcano

Intorno il creato già par;

E tu non ti desti, ed invano

Mi sto qui dolente a cantar.

 

Metti anche tu la veste bianca

E schiudi l’uscio al tuo cantor!

Ove non sei la luce manca;

Ove tu sei nasce l’amor.

 

Ove non sei la luce manca;

Ove tu sei nasce l’amor.

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