Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Saluti.
Ultima foto, siamo all’ultimo dell’anno, e per ultimo faccio una cosa che non avrei mai voluto fare: un fotomontaggio!
È passato tanto tempo da quando “quattro gatti” di migliarinesi (non quei quattro gatti!) si sono messi in questo incredibile e duro, meraviglioso eppure strano, soddisfacente ma tormentoso impegno di mandare avanti un “vero” giornale che ha trovato una larga accoglienza fra un grande numero di paesani e confinanti, operai e professori, politici e sportivi.
Nella mia ultima foto dell’anno che termina oggi ho racchiuso tre immagini del nostro Fiume, come tre sono suppergiù le parti in cui si divide il giornale: la cultura, l’informazione e il dibattito.
La tradizione è come chiara e spumeggiante acqua azzurra che gioca e si muove ribollente come ha sempre fatto da migliaia di anni, dove ha attinto la gente di Ungaretti e continua a farlo quella di oggi;
la cronaca è come acqua che si incanala in strade segnate dall’uomo e dai suoi fatti, che scorre veloce e cambia volto tantoché quasi non è possibile vedere quale colore abbia;
lo scambio di vedute ed opinioni si identifica in un ribollire di schiuma, che a parità di massa occupa uno spazio maggiore, schiuma come metaforica a volte è quella dei controbattenti sull’argomento politico o solamente polemico e dove c’è una controcorrente ed un rimescolamento del fondo che quasi non è possibile non possa essere paragonata ad acqua intorbidita,
ma, chiara e allegra o veloce e seria o torba e astiosa, la nostra è, ed ha, una VOCE… e quest’acqua non può essere che quella del nostro SERCHIO.
Buon anno.