Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Sono stufo di stare rinchiuso in casa per una bronchitella che mi attanaglia la gola dal primo dell'anno.
Sono stufo anche di far fede al titolo di questa sezione "foto del giorno" con una immagine che ho sempre cercato fosse "di giornata", come la n° 1 dell'anno scattata alle prime luci del 2011 o quella degli uccelli che ho ripreso mentre scrivevo nella mia stanza dove regna un caos che cerco di trasferirvi a gocce già da molto tempo.
Sono altresì stufo di far sembrare bello e degno di nota il nostro odierno territorio e la sua natura.
Non potendo (forse è questa la causa) andare in giro a scattare e scattare, mi sono messo a scartare scartoffie e rivedere in nostro passato nelle immagini di cinquantanni fa, ed a fare amari confronti.
Ecco che è apparsa la foto, non certamente perfetta dato il materiale e la mano di quel tempo (1960), di come appariva l'argine del Serchio a Nodica alla pedata della curva che la via a Lui dedicata fa proveniendo dal Circolo ARCI e andando verso Vecchiano.
Le tre belle ragazze di allora hanno certamente perso qualcosa in cambio però di altre cose che le avranno gratificate, la campagna ha perso il suo libero spazio in cambio di comode e belle abitazioni, ma... l'Argine ha perso la sua testa comoda, liscia e spaziosa in cambio di cosa?: promesse promesse parole parole e una bella scritta su bei colorati depliants turistici che invitano i forestieri e meleggiano gli indigeni:
PISTA CICLABILE
Quella era pista, quando era sicuro il percorrere in bicicletta le vie comunali senza traffico ma si sceglieva l'argine perchè più comodo e breve, quando si era sicuri di non scivolare o sbandare anche se si incrociavano altri che come te preferivano essere e sentirsi superiori, almeno sul livello dei campi, e gioire di avere strade alternative, quella era pista ciclabile ma non quella odierna politica e sporca, incomprensibile e impercorribile, immaginaria e ingannevole.