Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
I Giorni della Merla.
Ormai non c’è più nessuno che non conosca la bella leggenda della bianca merla, del nero camino e del furbastro inverno che la fregò!
Non stiamo a raccontare del perché il primo mese dell’anno era corto più del secondo e non pareggiò con lo scherzo dell’uccello perché il secondo rimase lui scantucciato.
Voglio raccontarvi una nuova novella.
Gennaio, quello di oggi, è un mese molto triste e molto geloso di Dicembre.
Il suo vecchio fratello aveva tutto: gente allegra, bimbi felici, doni incartati in pacchi colorati e palline luccicanti su alberi sempreverdi.
Poi, dopo un gran fracasso di una notte di terrore, di scoppi e di luci che arrivavano fino al cielo, ecco che Dicembre scompare e lui si ritrova a vivere in un silenzio irreale.
In giro non c’è nessuno, fa più freddo del solito, cade la prima neve, le persone non sono poi così tanto allegre come se le immaginava, sente dire che la sua unica festa, una vecchietta cenciosa seguita da piccoli gruppetti di scalmanati ragazzotti e che si chiama Epifania, tutte le altre se le porta via!
Poteva chiamarsi Falpalà e tutte le feste lasciarle sta’?
E ora?
La gelosia che ha per lo scomparso Dicembre si attenua perché ne cresce una molto più forte per quello che verrà: il suo pazzo confusionario fratello Febbraio e intanto i giorni passano, ci siamo quasi all’arrivo dello spodestatore, non sa che cosa fare, che pesci pigliare, …già…pesci, pesci come…animali?, animali come...uccelli? e… gli torna alla mente un’antica favola di una merla con la quale un suo avo aveva avuto a che fare!
Ora è lui che ha bisogno di salvarsi, non l’animale, i ruoli si sono rovesciati, deve accettare tutto pur di avere anche lui la sua parte di luci brillanti.
Chiede aiuto ad una sua figlia, Galaverna, e si fa adornare un arbusto con addobbi di ghiaccio, chiede aiuto al padre Sole che tramuti i cristalli in gocce d’acqua e un altro ad una sua lontana parente, che non ha mai conosciuto, Iride, affinché colori quelle perfette palline appena nate.
Gennaio guarda la sua ultima corale opera, sorride, saluta e sparisce soddisfatto.