Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Ci mancano i colori della primavera e i calori dell'estate.
Siamo appena a metà inverno e, se è vero quello detto a proposito della Candelora, ci aspetta ancora tanto freddo!
E' tempo allora di sognare quello che ci aspetterà fra qualche mese ed inventariare quello che è passato.
Mi viene in mente una celebre poesia di Prevert, Inventaire, dove l'elenco degli oggetti e dei personaggi va al di là della semplice banalità apparente, costruito così com'è di ritmi, di sospensioni, di ragionamenti non futili, di una alternanza di elementi tra i più disparati, quasi fosse la prova di un quadro, ma tutto fissato tra di loro dall'osservazione attenta del mondo che ci circonda, non per niente Prevert è stato uno dei più grandi sceneggiatori nel nascente cinema francese:
Una pietra
due case
tre ruderi
quattro becchini
un giardino
fiori
un orso lavatore
una dozzina di ostriche un limone un panino
un raggio di sole
un'onda di fondo
sei musicisti e una porta col suo stoino
un signore decorato con la legion d'onore
un altro orso lavatore
uno scultore che scolpisce Napoleoni
il fiore che viene detto il girasole.
niente di meglio che usarla a corredo del "girasole", ma... la curiosità mi ha spinto a cercare la versione originale.
La traduzione italiana è bella, ma non riesce a dare quella musicalità che solo il francese poteva dare e poi... l'ultimo verso... non torna:
la fleur qu'on appelle souci...
e dov'è il tournesol?
Gira e rigira, scartabella e domanda, vengo a sapere che "souci", oltreché "affanno - pensiero - preoccupazione" è anche il nome che si dà alla "calendula o fiorrancio", fiore di un bel giallo che somiglia ad un girasolino in miniatura.
Avrei visto più appropriato questo accrescimento di dimensione nella traduzione dall'italiano al francese, per l'innata mania di "grandeur" dei cugini, ma non ne vedo la necessità nella nostra lingua.
Bello sarebbe stato lo stesso con: il fiore che viene detto fiorrancio.
Niente di male, accettiamo lo scambio, ma allora ho scambiato anch'io la foto pensata inizialmente di un magnifico fiore giallo oro, con una "parvenza" di girasole, tanto c'è tempo!
ecco la versione originale
Une pierre
deux maisons
trois ruines
quatre fossoyeurs
un jardin
des fleurs
un raton laveur
une douzaine d'huitres un citron un pain
un rayon de soleil
une lame de fond
six musiciens
une porte avec son paillasson
un monsieur décoré de la légion d'honneur
un autre raton laveur,
un sculpteur qui sculpte des Napoléon
la fleur qu'on appelle souci...'