Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Cucina e salute
(oggi niente poesie e simili)
Con i fiori si preparano solitamente infusi e sciroppi, consigliati per irritazioni delle vie aeree.
Le foglie della viola si possono utilizzare, assieme ai fiori, nelle insalate, stando attenti però a non mangiarle da sole.
I fiori sono ottimi canditi e si utilizzano anche per farne gelati.
Le viole candite/glassate erano molto amate da Federico II di Svevia.
Si realizzano immergendo i fiori una miscela di acqua e zucchero lasciato imbiondire; in seguito si lasciano asciugare e si servono, meglio se in accompagnamento a dolci o caffè.
I fiori essiccati si utilizzano come aromatizzanti per il the nero.
La Viola odorata, meglio nota come viola mammola o violetta, è una specie invernale che nasce spontaneamente ai bordi delle strade e dei sentieri di campagna, i cui fiorellini viola diffondono un gradevole profumo. Se non vengono utilizzati freschi, si fanno seccare in luogo buio e asciutto. Nelle insalate, oltre ai fiori, fragranti e colorati, si inseriscono le foglioline più tenere.
Le violette profumano creme e gelati, sono ottime fritte in pastella e sono decorative oltre che deliziose.
Con la Viola odorata, Greci e Romani preparavano aromi da cucina e ghirlande utilizzate durante i banchetti, poiché si riteneva contrastassero gli effetti del vino. In Oriente invece i fiorellini profumavano una bevanda molto amata chiamata “sherbet”.
Viole e violette hanno entrambe proprietà cosmetiche e curative interessanti. L’infuso, ottenuto lasciando una manciata di fiori in una tazza d’acqua bollente per 15 minuti, ha buone proprietà espettoranti e calmanti della tosse. Applicato sulla pelle, cura la crosta lattea dei neonati, l’acne e le dermatiti e svolge un’azione emolliente, depurativa e decongestionante (forse da questo uso il nome mammola derivazione di mammella?).
Ecco la ricetta delle viole in pastella:
Ingredienti: una manciata di violette, un bicchierino di maraschino, 250 g di farina, 2 uova, ½ bicchiere di latte, zucchero a velo, olio, sale, zucchero.
Preparazione: raccogliete le violette con i gambi e riunitele in mazzetti di 10-12 fiori. Fate sciogliere nel maraschino 50 g di zucchero e immergetevi le violette per almeno un’ora. Preparate la pastella, mescolando la farina con i tuorli, il latte, due cucchiai di zucchero e due di olio. Lasciate riposare per un’ora. Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale e uniteli alla pastella al momento dell’uso. Sgocciolate i mazzetti di violette, immergeteli nella pastella e friggeteli in una padella con olio ben caldo. Deponete su carta assorbente per eliminare l’olio e servite cospargendo di zucchero a velo.
Ed ora una interpretazione dello svilente "mammoletta" che si dà ai timidi e deboli.
La Viola mammola è, nel linguaggio dei fiori, simbolo di "modestia, pudore e onestà", tutte qualità che sono all'opposto di quelle che albergano in coloro che chiamano "mammolette" quelli che si comportano dignitosamente.