Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Il cielo comincia a piscettar, marzo pazzo.
Nei prati fiorisce il piscialletto, il buon e salutare tarassaco di popolar memoria.
Sulle ceppaie appaiono i primi funghini, che poi si alterneranno tutto l'anno, detti stranamente pisciacane.
Se al nomignolo per l'erba è facile attribuirne il significato per l'azione diuretica che esercita sul consumatore, per quello invece del fungo, della specie dei deliquescenti, cioè quelli che ammarciscono sciogliendosi in un liquido nero e detti appunto funghi dell'inchiostro, è più difficile.
Il fatto di crescere sempre alla base dei tronchi ha però fatto nascere il suo soprannome: fungo nato in un luogo dove pisciano i cani.
Non ne ho trovato riscontro, ma penso di aver colto nel segno.
In un mio volumetto di sonetti in vernacolo, dove prendevo in giro e giocavo sugli animali e la natura, ne avevo inserito uno che riguarda appunto il nome dei funghi ed ora mi sembra il momento giusto per presentarvelo:
Tempo di funghi
“Perché la mmannita ha cognome Fallo?”
chied’un bimbo ch’è a ffa funghi con su’ pà.
“Perché lo mette ’n domo all’assaggiallo
a ‘ve duri ‘he s’impappino a ccercà!
La natura ti da lo stòppe ‘or giallo,
come fan biacchi e bboddicchi ‘n Paranà;
traligna ‘r fungo cor nomin’a ggallo,
dimórto bòno a risotto da ggustà’.
Ar pino s’arruffiana ‘r pinaiolo,
‘r pioppino ‘anto ‘r pioppo cià la stanza,
com’al lleccio ‘ lleccino sta a ffagiolo!
‘R posto da nnomm’a ttutto, gliè l’usanza:
‘nder prato nasce ‘r fungo prataiolo,
e ‘r moreccio cresce …..alla ‘Ostanza!”