Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Dalla Nazione di Firenze del 15 marzo 1860
TRECENTOSESSANTASEIMILA SÌ
Ecco le votazioni e i risultati di dodici seggi — Tutti mobilitati, anche i vecchi e i ciechi — I preti guidano gli elettori e i contadini chiedono consigli sul voto ai padroni — L‘annuncio al balcone di Palazzo Vecchio —
Collodi cronista della festa-
Eccoci al Plebiscito.
I giornali illustrano ampiamente le due giornate delle votazioni. Se prima avevano invitato alla calma, ora elogiano il tranquillo svolgersi del voto. Qualche commento suona ai nostri orecchi involontariamente comico:
"Fu bello e commovente spettacolo vedere i popoli della campagna accorrere all’urna dopo la messa guidati dai loro parrochi, i quali sanno che la Religione non contradice ma santifica i doveri di cittadino. Il Clero ha mostrato che non separa i suoi dai destini della patria.
Fu anche più bello e commovente spettacolo l’udire i popolani e i campagnoli chieder consiglio ai padroni, chiederlo ai parrochi, chiederlo agli onesti cittadini nei quali avevano fede, circa l‘andare o non andare, circa la scheda che dovevano deporre nell’urna.
L’affollarsi ai locali destinati alla votazione, fu continuo in tutta la giornata. Vedemmo accorrere persone d’ogni ceto, d‘ogni età e vecchi e i ciechi farsi accompagnare e guidare per gettar nell’urna il proprio voto.
E finalmente giovedì quindici, a tarda sera, dal balcone di Palazzo Vecchio, il ministro di Grazia e Giustizia E. Poggi, legge i risultati della consultazione: votanti 386.445, voti per l’unione alla monarchia 366.571, voti per il regno separato 14.925, schede nulle 4.949.
E' un trionfo dell‘ideale unitario, la città e la Toscana tutta sembrano impazzite di gioia."
segue l'articolo di Carlo Collodi, improvvisatosi giornalista, con uno stile molto diverso da quello della sua "opera", e troppo lungo per essere riportato in questa sede.
p.s. la foto è di questa mattina e "non è un fotomontaggio"!
Giuro che non ho mai visto fino ad oggi, in pineta, un fiore bianco insieme al bicolore pungitopo. Sarà per l'occasione?