Un paese che amo, il paese della mia mamma.Anche ora quando vado a RIPAFRATTA sono la figlia della "Cocca".
Un paese con una storia importante che conserva vestigia di grande rilievo.
Un paese rimasto inalterato nel tempo, non ci sono insediamenti nuovi, potrebbe essere il set di film d'epoca perché anche le case, le facciate conservano la patina del tempo.Un paese che è ancora comunità.
Chi è andato al mare in questi primi bei giorni di primavera e si è guardato intorno ai lati della strada la meraviglia della fioritura semplice della colza, avrà, se attento, anche prima intravisto a destra di fronte alla Via Isabella (quella dei tacchini!), un maestoso albero dalla strana fioritura color lilla, accanto ad un manufatto con una strana parete a "mandolata" lucchese.
I grandi fiori ricchissimi di polline attirano una miriade di grossi "aponi", i bombi, che si rimpinzano di quella dolce pappa.
L'albero è una Paulownia, originario della Cina, ma diffuso anche in Italia, albero a foglie caduche, con portamento maestoso e fioriture molto belle e con altezze da 3 a 15 m.
Dal fusto della Paulownia si ricava legname di notevole leggerezza (meno di 300 kg/m3 a seconda della varietà) e di bassa durezza, ma di straordinaria stabilità dimensionale.
Il legno di Paulownia ha proprietà fonoassorbenti e di isolamento termico, elettrico e igroscopico ed è utilizzato da secoli nell'ebanisteria giapponese per la produzione di armadietti porta kimono e strumenti musicali, grazie al fatto di essere un eccezionale legno di risonanza.
È il legno usato per la produzione dei Geta, i caratteristici zoccoli rialzati giapponesi. Recentemente il suo utilizzo si è sviluppato anche in Italia dove è utilizzato nell'industria del mobile, dell'infisso e del packaging.
Il nome del genere ricorda la nobildonna russa Anna Pavlovna, figlia dello zar Paolo I.
Dato che l'albero è di rapida crescita e di ricavo finale del segato elevato, da 600 (il cinese) a 2000 (il nazionale) euro il m3, vi sono già estese piantagioni anche in Italia.
Da pensarci!!